Cortina, 10 settembre 2007 - Grande successo per la sesta edizione di VinoVip Cortina, il summit biennale del vino di pregio che si è svolto il 30 e 31 agosto nella spettacolare cornice ampezzana. L'evento culminante è stato il “Wine-tasting delle Aquile” di venerdì 31, l'ormai famosa degustazione al Rifugio Faloria. Oltre mille visitatori, la maggior parte professionisti di settore, ristoratori, enotecari, sommelier, sono saliti a 2130 metri per assaggiare i 226 vini e le 28 grappe (con molte novità assolute) proposte personalmente dai 58 produttori.
Ma VinoVip Cortina è articolato in altri momenti di notevole spessore: al Grand Hotel Majestic Miramonti, giovedì 30 agosto, si è svolto il Talk Show coordinato dall'anchorwoman Irene Pivetti, al quale hanno partecipato gli imprenditori vinicoli, 25 giornalisti italiani, 15 stranieri e autorità settoriali. Nella prima parte, introdotta dal prof. Eugenio Pomarici dell'Università Federico II di Napoli si è parlato di marketing vinicolo internazionale. È emerso che nel mondo vinicolo italiano questa disciplina deve ancora realmente affermarsi, anche a causa della polverizzazione e del nanismo aziendale; in particolare si è segnalato il bisogno di presentarsi uniti sui mercati. Nel secondo atto del Talk Show si è parlato di vitigni autoctoni. Il prof. Antonio Calò ha introdotto il discorso indicando il pericolo di valorizzare varietà autoctone semisconosciute e invitando i viticoltori a promuovere i vitigni “locali”: è importante soprattutto che essi siano fortemente legati al territorio, anche nel nome (ad esempio Sangiovese di Romagna o Dolcetto d'Alba), dal momento che questa è una peculiarità italiana da mettere in evidenza.
La mattina di venerdì 31 si sono svolti due seminari tematici: il primo ha visto protagonisti 10 vini siciliani rappresentativi del proprio terroir e nel secondo, “La Grappa: essenza del Vigneto Italia e del suo orgoglioso made in Italy ”, sei distillerie hanno proposto i propri innovativi prodotti.
La sesta edizione di VinoVip, organizzata dalla rivista enologica Civiltà del bere , si è chiusa in un clima di grande soddisfazione. Fin dai mesi precedenti erano arrivate numerose preregistrazioni da tutta Europa e, per dare un numero emblematico, sono stati utilizzati 7.336 bicchieri. Si è respirata un'aria davvero internazionale. A titolo di esempio riportiamo un commento di Piero Antinori andato in onda anche su TGUNO-ECONOMIA il 5 settembre alle 14.00: «Per la prima volta al Faloria in soli 10 minuti mi sono ritrovato a parlare in quattro lingue diverse».
Su Civiltà del bere di ottobre potrete leggere la dettagliatissima cronaca degli eventi
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